| Mepis |
Questo sito è stato realizzato con l'aiuto di Simply Mepis, il vero sistema operativo Linux for dummies. Chiunque può essere in grado di usare questa distro (e se ci riesco io deve essere vero (^_^) !!), quindi vale davvero la pena di provarla! Anche perchè può essere provata su un comodo Live CD che non danneggia l'installazione di Windows ed installata comodamente senza alcun problema. Forza e coraggio... è giunto il tempo del grande passo...
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| La mia collezione di macchine fotografiche |
In questa sezione perennemente in crescita, cercherò di elencare tutte
le mie macchine e attrezzature fotografiche. Ci sono diverse pagine, quindi date una occhiata
approfondita se volete. Tutte le fotografie sono cliccabili, quindi guardate pure. Se avete domande,
non esitate a contattarmi.
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Elenco completo delle mie macchine fotografiche e relative ottiche
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Olympus Trip 35 - Una grande piccola giapponesina
    

Questa piccola macchinetta è stato un grande acquisto. Per quanto mi riguarda, adesso che ho stampato il primo rotolino,
ne sono fermamente convinto. Date un'occhiata agli esempi che riporto qui sotto per assaporarne la qualità.
Il mio rapporto con questo piccolo macinino è iniziato subito dopo aver letto la recensione apposita fatta da Ken Rockwell
sul suo sito. Consiglio caldamente a tutti quanti di andare a leggere tutta la pagina perchè la ritengo molto istruttiva, specialmente per gli
accaniti utilizzatori di macchine digitali.
Veniamo alla descrizione un po' più approfondita delle caratteristiche della macchina in sé. Il primo indizio della particolarità
di questo attrezzo lo si riscontra andando a cercare il vano batterie. In effetti non è presente perché non ci sono
batterie. Beh, eppure la macchina è del tutto automatica... Sarebbe lecito domandarsi come possa fare a funzionare in
automatico senza le batterie. Beh, la risposta è semplice... Funziona con l'energia solare! Beh, proprio 'solare' non direi,
visto che funziona con l'esposimetro. Se c'è sufficiente illuminazione, l'esposimetro è in grado di azionare la ghiera dei
diaframmi (in maniera del tutto passiva e non elettronica) impostandola sul valore migiore. Per consentire questo funzionamento,
la macchina lavora con solo 2 velocità di otturatore. La coppia è costituita da 1/40 ed un 1/200, pertanto è un po' limitante.
Con il termine 'limitante' intendo dal punto di vista delle modalità di scatto non selezionabili. Se per caso si intendono
fotografare soggetti come bambini in una luce un po' scarsa, non credo che questa sia la macchina adeguata. Per quanto si
possa usare anche il flash, questo si sincronizza sempre a 1/40. In ogni caso, io c'ho provato e le foto sono venute
tutte ben ferme, senza movimento. Questo è l'unico difetto che ho potuto individuare fino ad ora.
Il punto forte della macchina è in ogni caso l'obiettivo, un'Olympus Zuiko 40mm f2.8, di derivazione Carl Zeiss. Si vocifera
infatti che questo obiettivo sia la copia giapponese del Tessar della Zeiss e sono convinto che i risultati puntino in
questa direzione. Riporto qui di seguito alcune delle foto del mio primo rotolino (Kodak UltraMax 400 asa):
         
     
   
Per quanto lo scanner ce la metta sempre tutta nello sfocare le immagini scannerizzate, si nota subito come siano ancora
in gran forma, anche dopo il 'trattamento' di sfocatura. Le due foto con il tramonto, per quanto si possano giudicare abbastanza
come due foto abbastanza banali, sono un esempio della resa cromatica dell'obiettivo e della bontà dell'esposimetro. In effetti,
i colori sono del tutto realistici (per quanto abbia dovuto ripompare un po' la saturazione dopo la scansione) e il
disegno creato dalle nuvole e lestriscie dell'aereo, sono molto ben definiti.
La fotografia del bambino e della tavola con quella con le due macchine fotografiche, sono due esempi di fotografie con
flash (un piccolo agfa senza nome). Non sono male, no? Quella con Niccolò è un po' bluastra, ma dipende sostanzialmente
dal tipo di pellicola, che non è adatta per le scene con poco giallo. Le due panchine poi, sono abbastanza sgranate, non so
il perchè, ma sono quelle che dopo la scansione hanno reso peggio. La seconda in particolare, non ha neanche le stesse
scalature di colore.
In conclusione, questa macchina mi piace un sacco. Purtroppo il mio scanner non è in grado di catturare a dovere le immagini,
perciò, meglio di così sarà difficile che riesca a fare. In ogni caso, credo che sia un gioiello, camuffato da macchinetta
automatica da due soldi. Non mi stupisce che su eBay vada a ruba. Devo ritenermi fortunato di essere riuscito ad impossessarmi
di un esemplare in ottimo stato sia estetico che di funzionamento. Vi consiglio di prenderne una al più presto...
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Argus C3 Matchmatic - Il mattone
    

Signore e signori, vi presento 'The BRICK'... ovvero 'Il Mattone'! La telemetro di marca Argus!
Questa macchina è un vero e proprio capolavoro di design. Non ci sono Leica, Rollei o chi per loro, che possano rivaleggiare
con i 'mattoni' statunitensi. A dire la verità, questo tipo di macchina è quasi del tutto sconosciuta qui da noi, ma
a casa sua (gli states appunto) gode di una fama meritatissima di grande macchinetta.
L'aspetto esteriore è caratterizzato da un vistoso sistema di ingranaggi posti sulla facciata, che rappresentano il sistema
di messa a fuoco a telemetro e una rotellina con dei numeri che rappresenta il selettore dei tempi. A questo riguardo, riporto qui
di seguito le tabelle che di conversione tra i numeri impressi ed i tempi reali di scatto che ho preso sul sito dell'Argus Collectors Group
Impostazioni di apertura del diaframma:
| 3 1/2 | f/3.5 | | 4 | f/4 | | 5 | f/5.6 | | 6 | f/8 | | 7 | f/11 | | 8 | f/16 |
Impostazione dei tempi di scatto:
| 4 | 1/10 | | 5 | 1/30 | | 6 | 1/60 | | 7 | 1/125 | | 8 | 1/300 |
Il sistema di calcolo delle esposizioni in questa macchina è piuttosto semplice se si è in possesso dell'esposimetro dedicato ma
piuttosto complicato se, come nel mio caso, l'esposimetro è morto. Il calcolo si basa sulla misurazione del valore EV (lo standard di esposizione
in campo fotografico) pertanto, se si è in possesso di un esposimetro più o meno vecchio, si può ovviare al problema. Per quanto
mi riguarda, possiedo un esposimetro russo di marca Leningrad che riporta la misurazione della luce, proprio in valore EV quindi
sono MOLTO avantaggiato e non ho necessità di queste tabelle. Infatti, mi basta misurare il valore di EV a 100 asa (lo standard) ed
utilizzare una qualsiasi coppia di diaframma/otturatore che sommati tra loro, diano il valore di EV necessario. Molto comodo se
si ha l'occasione di metterlo in pratica.
Per quanto riguarda la costruzione esteriore, è molto semplice ma di grande impatto visivo (le immagini che ho riportato qui sono un po' scrause purtroppo).
Per quanto riguarda invece il comparto tecnico, mi concentrerei soprattutto sull'obiettivo. In dotazione, come tutte le
Argus C3, c'è un Cintar 50mm coated, basato sul disegno dell'obiettivo Elmar della Leitz. Stando a quanto scritto su
diversi siti web anglofoni, la qualità dei due obiettivi non risulterebbe così diversa, con la sola differenza che, rispetto all'Elmar,
il Cintar è sicuramente più buio (f 3.5). La differenza sostanziale tra i due obiettivi sembra essere la qualità costruttiva
delle lenti e soprattutto il controllo del prodotto finito, che a quanto pare, ha portato ad una notevole quantità di obiettivi
poco prestanti e ad altri di qualità notevolmente superiore. Per quanto riguarda il mio, devo dire che sono stato piuttosto fortunato
dato che questi sono i risultati che mi ha portato:
         
     
   
L'ultima fotografia è una conversione in bianco e nero, da una scansione a colori. Non sono solito fare queste cose ma
mi sembra che la foto renda molto meglio così che non l'originale. D'altro canto, il bello della digitalizzazione delle
immagini è proprio che permette di fare lavori come questo. Venendo comunque alla qualità delle immagini, direi che
non sono male. In particolar modo, mi soffermerei sulla resa dimostrata nella fotografia del campanile. Si possono contare le
crepe sulle pietre! Direi che non serve dire altro. Inoltre, se si osserva anche la fotografia del panorama collinare,
proprio a sinistra, si può notare come, qualora servisse, si riesca a ammorbidire l'immagine, semplicemente aprendo un po' il diaframma.
Questa foto in particolare sembra un dipinto a olio. Complimenti alla Argus!
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Sokol 2 - Il falcone sovietico
    

Quella che mi appresto a descrivere qui di seguito è una grande macchina. Grande in tutti i sensi, sia come
peso e dimensioni, che come capacità.
La macchina in questione è la grandiosa Sokol II, prodotta nella russia comunista dalla famosissima industria di macchine
fotografiche, Lomo. Per chi non conoscesse questa marca, anche se sono convinto che siano veramente in pochi a non conoscerla,
si tratta di una delle più famose fabbriche di strumenti ottici dell'era sovietica. La loro produzione spaziava dai microscopi
ai telescopi; dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, come si suol dire.
Le macchine fotografiche che ha sfornato sono sempre state a modo loro piuttosto innovative ma soprattutto sono state in
grado di portare alla portata di tutti, degli strumenti di qualità ad un prezzo irrisorio. Certamente una
lubitel non avrà mai la stessa qualità ottica e costruttiva
di una Rollei ma permette a coloro che non si possono comprare la grande medio formato tedesca di possedere un prodotto
analogo. Vedetevi la descrizione alla pagina uno e giudicate le fotografie che produce.
La Sokol 2, che in russo significa 'falcone' è una macchina fotografica automatica a telemetro caratterizzata da un obiettivo
fisso e sfortunatamente non intercambiabile ma ci sono così tante cose su cui soffermarsi che è meglio analizzarle una alla
volta per non generare confusione.
La parte cloux è senza dubbio l'obiettivo, l'Industar 70, il cui design sospetto sia lo stesso del mitico Zeiss Planar. Vedete le foto
allegate e capirete il perché. Inoltre ne possiedo due (di planar) e le curvature, gli elementi, sembrano molto simili.
La risoluzione allucinante che l'obiettivo dimostra è una prova in più a questa mia teoria. Essendo questo obiettivo una
copia russa ha comunque qualche punto a sfavore, il più grande dei quali è senza dubbio la massima apertura che qui si ferma
a 2.8 (contro l'1.7 del planar che ho). Un altro difetto è il limitato numero di lamelle che costituiscono il diaframma, solo 5.
In ogni caso, un obiettivo come questo, su una macchina 'compatta' non è cosa comune. C'è infatti chi ritiene
che esso sia stato il nucleo attorno a cui sia stata progettata la macchina per ragioni economiche. E' ovviamente antieconomico
inserire un'ottica di così elevato profilo in una 'compatta'. Ma in ogni caso l'hanno fatto e adesso ne ho una, quindi, grazie Lomo!
Ulteriore pezzo di pregio che rende questa macchina un 'must have' è senza dubbio l'otturatore. Nientepopodimeno che il mitico
Copal!! So che sembra impensabile ma è effettivamente così, quindi grazie a questa grandiosa cosa, la macchina ha il sincro
con il flash a tutte le velocità! Fino al 500° di secondo! Niente male, eh? In ogni caso, per poter modificare le impostazioni
di otturatore e diaframma, sia in automatico che in manuale, occorre che l'otturatore sia carico dato che altrimenti, tutti
i meccanismi risultano bloccati. Ci sono impazzito per capirlo. Anzi, ad essere onesti, mi è toccato chiederlo a quello che
mel'ha venduta, per fortuna era un collezionista e non un mero venditore.
Il telemetro è il migliore tra tutte le macchine a telemetro in circolazione (si, anche delle Leica). La grandiosità deriva
dalla base larga (un totale di 7.2 cm), il che si traduce in una elevatissima precisione di messa a fuoco. Per questa caratteristica
si può ringraziare l'ampio spazio che la macchina offre a tutte le sue componenti, dall'otturatore all'obiettivo al rullino.
L'accoppiamento diretto all'obiettivo senza 'pressatori' aste, convertitori etc etc, fa si che non ci sia disassamento e quindi
una messa a fuoco perfetta, sempre. La messa a fuoco è anche coadiuvata da un mirino perfetto, grande (2x1,5 cm), luminoso e molto chiaro che
fa impallidire qualsiasi concorrente (nuovamente SI, anche le Leica). All'interno del mirino, oltre all'occhio del telemetro,
ci sono anche ulteriori informazioni come la cornice di inquadratura e l'esposimetro. Entrambi gli elementi sono illuminati
dalla luce ambientale rifratta su vetro smerigliato(niente LED o lampadine per noi) ma massima visibilità in ogni condizione.
La cornice per l'inquadratura è mobile, collegata con l'obiettivo per far si che ci sia anche una parziale correzione dell'errore
di parallasse dovuto alla distanza dal soggetto, quindi la cornice si muove verso sinistra, tanto più siamo vicini al
soggetto. Molto comodo pure questo. Comunque, niente è più interessante dell'esposimetro. Credo che sia semplicemente il parto
della mente di un genio. C'è da restare di stucco a vederlo e non so nemmeno se riuscirò a descriverlo. Per farla breve,
l'indicatore non è il canonico aghetto che indica la luce, come nel 90% delle macchine; si tratta invece di una serie di 5 strisce
meccaniche (una per ciscuna impostazione di velocità dell'otturatore) sulla quale sono riportate tutte le coppie tempo/diaframma
a cui la macchina può scattare. Qualunque sia la condizione di luce, la macchina regola automaticamente il diaframma in base
all'otturatore. Qualora non fosse possibile usare quella velocità di scatto, la macchina la cambia automaticamente alzandola o
abbassandola. Per effettuare la lettura esposimetrica, basta premere a metà il pulsante di scatto e leggere i parametri
indicati. Come è facile immaginare, questo tipo di automatismi funziona in priorità di tempi. Sono rimasto davvero impressionato
dalla complessità di questo sistema... chi cavolo ci avrà mai pensato! Una cosa è certa, buono o poco buono, senza dubbio
è innovativo.
L'ultima caratteristica degna di nota che mi ha colpito molto per la stravaganza è il contatore delle pose. Dove si trova di
solito?? Si trova sopra, accanto alla leva di scatto, giusto?? Beh, nella mastodontica Sokol 2, si trova SOTTO!! E le stranezze
non finiscono qui! Il mulinello per riavvolgere la pellicola, invece che sopra la macchina si trova su un fianco!!
Mi permetto di evidenziare il livello disarmante di scolpitura e definizione dei dettagli nella foto con il tronco coperto
di licheni. Senza poi parlare dei colori, bellissimi e vividi (per quanto siano stati rovinati dallo scanner).
Beh, come avevo detto, non è una macchina usuale, nessuno la conosce e in pochi ne sono attratti.
Per quanto mi riguarda, la colloco in assoluto nella top 5 tra le macchine che possiedo. Senza contare che quella
che ho acquistato io proviene dalla collezione di un privato ed è quindi in condizioni più che perfette.
Purtroppo, ultimamente, la Lomo è sprofondata. E dire sprofondata, mi sembra un complimento. Non riesco a capire
come funzionino e come evolvano le mode nella testa della gente ma quella che in questo momento sta ruotando
attorno alla Lomo mi sembra quantomeno ridicolo. Mi riferisco al fenomeno 'Lomografia'. Per chi fosse all'oscuro visitate
il sito ufficiale. Potrete osservare alcune fotografie credo randomiche in questa pagina. Per quanto sia totalmente
fuori dalle mie intenzioni criticare le opere di altri fotografi che, bene o male, creano qualcosa di interessante
a suo modo, mi sento di disprezzare in modo assoluto l'azienda. La motivazione è semplicissima ed evidente se si va a visitare
il negozio online ufficiale. La maggior parte della merce in vendita, sono
vecchie macchine fotografiche giocattolo, con lenti in plastica e magari senza impostazioni di tempo e diaframma, in ogni
caso, niente di nuovo o innovativo. La cosa più sconvolgente è assolutamente il prezzo a cui hanno il coraggio di vendere
dei vecchi giocattoli dalla indubbia mancanza di qualità. Ma soprattutto, mi sconvolge vedere come ci siano anche delle
persone che le comprano! 40 euro per una Diana?!?!? Quando era in produzione e vendita, 30 o 40 anni fa, costava probabilmente
un ventesimo e adesso, dietro all'impulso di una moda insensata, la vendono a queste cifre. Beh, poi c'è la LOMO LC-A che,
in offerta costa la modica cifra di 250 euro. Pazzia assoluta se ci rendiamo conto che con quella cifra ci si compra
una bridge digitale come la mia Fuji s6500. La cosa è ancora più comica se si va a leggere la descrizione dell'oggetto.
Certo, non è mia intenzione di dare consigli alla gente su come spendere i propri soldi ma credo che anche le mode
abbiano un loro limite. Se uno si compra una macchinetta di plastica e la paga 250 euro con il sorriso sulle labbra, magari con
l'idea di aver fatto un affare..... beh, sono solo problemi suoi. In ogni caso, questa Sokol non è in vendita sul sito e questo
mi aggrada.
Possiedo due LOMO e sono totalmente, orgogliosamente al di fuori del sistema 'Lomografia'. Spero che i lomografi imparino
a comprare altrove, magari senza farsi prendere dalla frenesia innalzando all'infinito i prezzi.
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